Cosa e quanto leggiamo con le APP di Facebook & Co., lo sanno e lo usano!

In Facebook piace sapere quanto tempo dedichiamo alla lettura, anzi, proprio CONTEGGIANO IL TEMPO trascorso su ogni sito consultato a partire dalla loro APP (e su tutti i siti a cascata eventualmente consultati a partire da quello). E non così “per sport” o “per business” ma anche per il “nostro bene”. Ma dai!

L’affare della pubblicità nelle pagine web lo conosciamo bene (e quando ci sono troppi annunci la lettura è addirittura difficoltosa, se non proprio disturbante); sui post pubblicitari Facebook ci ha fatto sopra il suo business e vuol limitare il fenomeno chiamato “click-baiting” o “click-bait” costituito dai titoli “esca” che spingono fuori dal suo social network invitando a fare clic su articoli con titoli tipo “Non potete immaginare cosa è successo al tale personaggio …” e molti altri simili.

Ebbene, quando si fa clic un link ad una pagina web esterna dall’APP di Facebook SENZA l’opzione attiva che ho segnalato in un mio precedente articolo, in Facebook CONTEGGIANO ESATTAMENTE IL TEMPO DI LETTURA su quella pagina (e su tutte le pagine eventualmente consultate a cascata a partire dalla prima). Altrimenti, CON l’opzione attiva, possono comunque APPROSSIMARLO MOLTO BENE. E ce lo dichiarano così:

“One way is to look at how long people spend reading an article away from Facebook.”
(Un modo è quello di guardare quanto tempo le persone trascorrono a leggere un articolo fuori da Facebook)

Ma dato che dichiarano anche che:

“If they click through to a link and then come straight back to Facebook, it suggests that they didn’t find something that they wanted.”
(Se fanno clic su un link e tornano direttamente indietro a Facebook, questo suggerisce che non abbiano trovato quel che volevano.)

risulta chiaro che se il tempo di lettura misurato sarà lungo, il contenuto della pagina sarà valutato interessante (ed associato al nostro interesse personale); se, invece, si torna subito a Facebook, il contenuto sarà valutato NON interessante (e comunque si potrà conteggiare DOPO QUANTO TEMPO si torna in Facebook).

A questo punto in Facebook possono valutare, per ogni pagina letta, se la lettura sia risultata interessante o meno ed il conteggio successivo è automatico: basterà dividere il tempo trascorso alla lettura per il numero delle parole della pagina letta (magari confrontandolo con il tempo standard di lettura, che di solito è ritenuto di 250 parole / minuto) e si saprà se avremo letto tutto l’articolo o meno e dedurne l’interesse suscitato.

Infine, dato che:

“we will … look at the ratio of people clicking on the content compared to people discussing and sharing it with their friends.
(Guarderemo al rapporto tra quanti faranno clic sul contenuto confrontato con quanti lo discuteranno e lo condivideranno con i loro amici)

“If a lot of people click on the link, but relatively few people click Like, or comment on the story when they return to Facebook, this also suggests that people didn’t click through to something that was valuable to them.”
(Se in molti fanno clic sul link ma in pochi mettono il Like o commentano la storia quando ritornano in Facebook, questo suggerisce, inoltre, che la gente non ha fatto clic su qualcosa di valido secondo loro).

A questo punto:

  • Sulle pubblicità potranno sapere se il tempo previsto di permanenza sarà congruo con il tempo di lettura ed assimilazione del contenuto testuale; ed avere statistiche precisissime sul risultato della campagna!
  • Sui post pubblici o di interesse generale, saranno i profili culturali di ogni utente ad essere classificati e sarà classificato il gradimento a quanto pubblicato in generale o da ogni nostro amico.

Più in generale, la raccolta di informazioni, quindi, avviene SIA DENTRO i contenuti di Facebook sia, per quanto possibile, su TUTTI I CONTENUTI DEL WEB!

E questo ragionamento, secondo me, può valere anche per tutte le medesime APP dei social network e di messaggistica che consentono di navigare al loro interno: Twitter, Google Chrome, Microsoft Bing, ecc. E tutti staranno già accumulando un bel po’ di informazioni sul nostro conto. La considererei una acquisizione di dati “indiretta” che sarebbe da valutare se non stia impatta addirittura sulle regole della privacy che, sempre più, se ne sta andando a ramengo!

Ah! Meglio tornare a legger un bel libro cartaceo o un giornale: al massimo, a dare una sbirciatina, sarà il vostro vicino di scompartimento del treno o di sdraio sotto all’ombrellone, ma non starà di certo lì a cronometrarvi!

Riferimenti:

  1. Nota ufficiale Facebook sul click-baiting – News Feed FYI: Click-baiting
  2. Wired – Addio click-baiting: Facebook modifica il suo algoritmo
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