Dalle Fake News ai FAKE VIDEO

Perché si sta sempre di più usando il Re-enactment?

Nel video FREUD di Nek e J-ax, di cui ho parlato nel mio articolo What the heck, Nek? è stata ampiamente usata un nuova tecnica di montaggio video, chiamata reenactment o re-enactment (si traduce con rievocazione) e mi pare che sia servito ai produttori come “studio di prova” per futuri lavori che, secondo me, non si svilupperanno solo in campo musicale dato che nel mondo dei media sta provocando molta preoccupazione per le ricadute sulla possibilità di manipolazione della realtà.

Come funziona il Reenactment

Infatti, oltre alle cosiddette FAKE NEWS il passo ai FAKE VIDEO è praticamente fatto e oggi si possono catturare i volti di foto o di brevi spezzoni video di chiunque, personaggio noto o meno, e di trasferire i gesti di un attore (prendendo i riferimenti punto per punto sul volto dello stesso) e generando, come nel video qui in esempio, espressioni e movimenti labiali e facciali inesistenti nella realtà. Del resto, analogo e ben più esteso (e dispendioso) uso è stato già fatto nel campo dei video musicali dai Coldplay in Adventures of a Lifetime di cui, gli stessi artisti hanno fatto distribuire il video del “The Making of Adventures of a Lifetime” cioè della sua realizzazione.

Il rischio nei media e nel mondo militare

E mentre nel video FREUD si tratta di becera propaganda digitale a favore del gender, potendo presentare una persona come si vuole, facendola apparire maschio, femmina o in trasformazione continua, nel caso dei media dell’informazione sarebbe un caos completo! Siamo quasi già alla perfezione tecnica, per cui non si potrebbe facilmente distinguere il vero dal falso se, per esempio:

  • una innocua intervista di un capo di stato su un qualunque tema civile, sia trasformata in una dichiarazione in campo militare!
  • un falso video di un capo di un sito militare che impartisce un ordine di attacco (a partire da un normale video informativo) sia inserito in una catena di comando (che di sicuro sarà molto protetta, ma non si sa mai come possano essere strutturate le reti di comunicazione di tutti i paesi; non pensiamo solo nel nostro caso nazionale o occidentale, dato che oggi c’è guerra o guerriglia in quasi tutti i continenti.
  • un falso video di un capo terrorista che incita ad un attacco, da far circolare su reti molto usate in ambienti rivoluzionari, appunto, per il reclutamento terroristico.

Basta poco, ormai, per modificare l’espressione del labiale e sintetizzare la voce (avendo a disposizione sufficienti campioni audio) per far scatenare un putiferio!

Quanti posti di lavoro potrebbero esser persi?

Ma oltre all’ipotesi che il reenactment possa servire a taroccare qualche dichiarazione di guerra di qualche capo da trasmettere ai suoi sottoposti, all’occasione, via rete TV internazionale o via Internet, veniamo a campi più civili: e se questo potesse servire a sostituire, che ne so, un professore, un insegnante, uno che deve fare didattica? Dato che con la FAD (Formazione A Distanza) già si stanno erogano moltissimi corsi senza insegnante perché pagare uno stipendio quando si potrebbe prendere un volto e fargli esporre una lezione con l’audio che scorre, dall’inizio alla fine, in forma interamente sintetizzata, quindi virtuale?

Ecco, da professionista nel mondo della tecnologia, mi sento di dire che la morale (quindi anche oltre l’etica) in questo campo, come in altri, ci deve spingere a dare un freno a soluzioni che non portano che molti guadagni a pochi e molti problemi a tutti gli altri!

 

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