Il cantante, i suoi tifosi … e i lauti guadagni

La modernità di Sant’Agostino non ha paragoni! Già 1600 anni fa, nella sua opera La Musica, aveva colto l’indole dei musicisti del tempo, indicando che approfittavano della più o meno consapevole ingoranza della musica da parte delle masse per arricchirsi; anzi, molto spesso era la massa priva conoscenze musicali approfondite che osannava il musicista più in voga e lo copriva di soldi senza badare alle effettive capacità dell’artista. E lo stesso musicista preferiva incrementare più i suoi guadagni che non la propria conoscenza musicale.

Dunque chi canta o impara a cantare soltanto per ottenere l’esaltazione dal popolo o da qualche individuo, non giudica migliore quell’esaltazione che il canto? La Musica 1, 6.12 – www.augustinus.it

Ma Sant’Agostino andava oltre e già scriveva che:

Mi pare impossibile trovare un uomo di teatro che ami la propria arte per se stessa e non per vantaggi estranei.

E quali erano questi vantaggi estranei alla conoscenza della musica?

E poiché essi chiedono dagli altri fama e vantaggi, ma non chiedono da noi intelligenza, quando apprezzano sconsideratamente ciò che è illiberale appunto perché più piacevole, appare che non ne hanno scienza.

Frank Zappa - Copertina del disco: We're only in it for the money
Frank Zappa – Copertina del disco: We’re only in it for the money

Da allora di musica ne è stata suonata parecchia, ma possiamo arrivare fino ad oggi con una continuità impressionante nel leggere il titolo del famoso disco di Frank Zappa:

“We’re only in it for the money!” ( “Ci stiamo solo per i soldi!” )

Infatti questo artista non fa altro che confermare il motivo per cui oggi siano in tantissimi (con i loro relativi clan) ad impegnarsi nel giro della musica: i soldi!

Mestiere lecito il musicista, ovviamente, come tanti altri; solo che, dopo aver accumulato cospicui guadagni, alcuni passano appunto ad apprezzare quello che è “illiberale” per cui, molto logicamente, si dispongono a prostrarsi al pensiero unico dominante, pur di mantenere la loro posizione privilegiata; e quando incontrano una “massa” che invece è pensante, con la coscienza ben formata, che agisce secondo scienza e coscienza, allora fa scattare quasi automaticamente, ma sempre altrettanto molto logicamente, le proprie pretese di sottomissione della massa ai loro voleri e piaceri. Ne abbiamo infatti avuto una prova poco dopo l’ultimo Family Day del 30 gennaio 2016. Non sono stati i politici, più volte chiamati in causa alla manifestazione, a far sentire la più alta voce di contrasto (anzi, costoro hanno poi agito in sordina, organizzando la sortita della fiducia in tempi brevissimi per approvare leggi come quella sulle unioni civili); bensì sono stati proprio i cantanti (es. Jovanotti, Ferro, Mannoia, Fedez, Scialpi) ed alcuni scrittori (es. Saviano) che hanno attaccato quelle persone, anche organizzate in massa, che hanno osato conoscere, per poi protestare!

Non solo, c’è anche chi non ha esitato a propagandare i propri “illiberali” desideri sfruttando il successo mondano raggiunto, senza paura di apparire incoerenti; ad es. Emma Marrone, che nel 2014 aveva commentato con la frase “donna barbuta, sempre piaciuta” il sorpasso e il successo subiti all’Eurofestival da parte di Conchita Wurtz (lasciando ben intendere che si è trattato di una furba scorciatoia per raggiungere il successo, invece di puntare su solide doti musicali), per poi passare a dichiarare, nel 2016, che nel caso non dovesse trovare un padre adatto: “un figlio lo farei anche da sola“; e cosa c’è di più illiberale di non fargli conoscere il padre con simili scorciatoie? (Ma il discorso sarebbe ribaltabile anche per la madre, con l’utero in affitto).

Per cui, così come propongono di fare i vari movimenti, anche di massa, come i pro-life, indicando il “defund” cioè l’interruzione del finanziamento delle attività e delle aziende che vanno contro quella prima libertà che è la vita, altrettanto occorre smetterla di finanziare, applaudire e quasi venerare, quegli artisti che propagandano simili idee e che di libertà ne apprezzano solo una: la loro; ma non quella degli altri, specialmente quella dei più piccoli ed indifesi.

E poi studiamo ed ascoltiamo di più la buona musica, quella vera, magari anche sacra, altrimenti non potremmo dire che

“chi canta bene, prega due volte”

(frase attribuita a Sant’Agostino ma che, in effetti, non lo è).

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