Il passo del gambero l’hanno fatto i politici, non le Marche che lavorano!

E ci fanno gli esperti di economia e finanza al Sole 24 Ore per scrivere un articolo del genere: Marche a passo di gambero, e non sapere quello che è successo veramente all’economia delle Marche? Ad andare a leggere, innanzitutto, si vede che, se si scrive: “… rallentato il passo nell’export (+0,9%, ma era +1,8% nel 2014) …” non significa che le esportazioni sono diminuite dello 0,9% ma del secco 50% (non si fa 1,8 – 0,9 = 0,9 ma si fa: oggi / ieri =  0,9% / 1,8% = 50%). Ed ho scritto bene: MENO CINQUANTA PER CENTO! Ma non hanno avuto il coraggio di scriverlo.
Ora: Perché? Non perchè, come scritto “Chi non è strutturato non ha le forze per innovare.” Ma quando mai una impresa marchigiana non si è strutturata? Il motivo è un altro:

LE SANZIONI ALLA RUSSIA!

Eccolo un buon motivo per cui è calato l’export. Forse non è tutta colpa di questo fattore ad aver causato questo dimezzamento, ma non credo sia molto di meno. Questo è quello che non si vuol scrivere. E mi dispiace moltissimo che sia il Sole 24 Ore a non avere nemmeno un principio di dubbio. Altro che la Banca della Marche. Qui nelle Marche produciamo calzature di qualità, e la Russia era un primissimo paese di Export. Qui nelle marche produciamo abbigliamento di qualità; e sempre la Russia gradiva moltissimo. La pelletteria locale esportava tantissimo in Russia! La manifattura nel setttore elettrodomestico della zona anconitana completava gli arredamenti prodotti nel pesarese e venduti in Russia. L’alimentare e i vini del sud (maceratese, fermano ed ascolano) delle Marche erano lì graditissimi. Per non parlare dell’indotto del turismo che il viaggio di affari generava; proprio ora che le Marche si stanno affacciando finalmente al grande turismo internazionale, come prima hanno fatto Toscana e Umbria. E tutto questo ha bisogno di trasporti, specialmente i passeggeri per via aerea e la maaggiorparte delle merci via terra. E l’aeroporto Raffaello Sanzio servirà ancora di meno a raggiungere l’est Europa.

Chi si iscriverà ora al liceo linguistico a studiare il russo, se con i russi non ci si può più commerciare? Ed anche se le sanzioni cessassero, prima di riprendere i contatti commerciali e le forniture, ne passerebbe di tempo!

Ma i giornalisti vadano a vedere, facendo nomi, cognomi e partito politico di appartenenza di chi ha supportato la decisione dell’Unione Europea: tale decisione è condivisa da menti eccelse che prima le hanno applicate, quelle sanzioni alla Russia, poi le hanno criticate. Addirittura, ancora oggi, non si sono nemmeno accorti che, intanto, chi le ha proposte, magari dico magari, con delle triangolazioni con i paesi del Golfo o con l’estremo oriente (vedasi articolo di Rai News 24) continuava ed ha continuato ad esportare!

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