La Russia ed i paesi del BRICS avranno un’autonoma rete Internet

Avviso ai pochi politici con ancora un po’ di senno, agli imprenditori che riescono ancora a commerciare con la Russia, ai giornalisti che non si stanno baloccando con il Russiagate, ai tecnici dell’Information Technology e alla gente che non smette di lottare per un futuro positivo: vedete dove stanno portando le sanzioni alla Russia ed i vari intrighi politici, militari, economici e anche di cyber-spionaggio che si sono susseguiti in questi anni?

La Russia ed i paesi partner del BRICS (l’alleanza economica tra Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) stanno costruendo un mondo telematico a parte, rispetto all’attuale Internet, con avvio previsto dal 1 agosto 2018, per poter comunicare in massima sicurezza persino in caso di malfunzionamento globale dell’Internet attuale.

Dopo che già in campo finanziario i paesi del BRICS avevano fondato, nel 2014, la New Development Bank BRICS, una organizzazione finanziaria autonoma dal Fondo Monetario Internazionale nata dopo il mancato accoglimento della richiesta di riforma da parte dei 5 paesi del BRICS, la partita ora si gioca su un campo telematico, sia “hardware” (è in corso di completamento la posa di un cavo transoceanico tra i paesi del BRICS lungo 34000 Km costituito da due canali a fibra ottica e dalla straordinaria capacità di 12,8 Tbit/s) sia in un campo “software” (con la creazione di una rete dati indipendente per fornire servizi telematici sicuri ed in autonomia, con tecnologia compatibile con l’attuale Internet). E, come si vede al minuto 2:52 del video di presentazione del BRICS CABLE, anche la Telecom Italia è partner della realizzazione di questo enorme lavoro (insieme a moltissimi altri partner europei ed internazionali).

 

Tecnicamente, cosa succederà?

Tutti conoscono il web tradizionale (privati, imprenditori e pubblica amministrazione) ma solo alcuni (tecnici) sanno come funziona; sono quindi pochi a conoscenza del necessario sistema di direzione del traffico denominato DNS, senza il quale la navigazione Internet non sarebbe possibile (si può ovviare sapendo il numero IP di ogni computer ma la cosa sarebbe impraticabile); ebbene: Putin & Co., potranno dirottare proprio TUTTO IL TRAFFICO INTERNET in una nuova rete, con nuovi DNS, allo scopo dichiarato di poter comunicare in autonomia e meglio protetti dai cyber-attacchi.

Le certification autority tradizionali emettono i relativi certificati oggi utilizzati in tutto il traffico Internet e telematico mondiale (telefonia, web, banche, pubblica amministrazione, ecc.) ma potrebbero consentire ad eventuali agenzie segrete di lanciare attacchi via Internet o di intercettare il traffico (occorrerebbe che ottenessero le chiavi private dalle autority ed il traffico dai grandi provider) o di intercettare il traffico telefonico (intercettazioni famose peraltro già avvenute più volte in precedenza). Per cui i paesi del BRICS si stanno attrezzando. Attenzione: questo significherà che non solo ci saranno nuovi DNS server ma ci potranno essere anche nuove certification authority, per cui anche il relativo traffico sarà criptato, quindi il traffico generato non sarà in chiaro, ma sarà indecifrabile (ed inattaccabile, data la potenza della crittografia moderna).

Ora, ad infrastruttura completata, oltre al traffico ad essi riservato, ognuno dei 5 paesi del BRICS, tecnicamente, potrà fare da gateway (ponte) verso l’Internet tradizionale, così da non precludersi l’accesso a tutto quanto ora disponibile, mentre l’Internet che noi utilizziamo oggi potrà non avere accesso alla rete del BRICS.

Nonostante venga dichiarato, come riportato dall’agenzia russa RT, di non volersi disconnettere ma di volersi proteggere da influenze esterne, già nel 2014 è stato fatto un effettivo test distacco per verificare se la rete DNS russa avesse resistito ad un evento simile, ed i sistemi hanno retto con successo; ed il piano di copertura prevede che entro il 2020 il 95% dei siti locali dei paesi aderenti saranno coperti da questa nuova rete.

Sarà possibile quindi alla Russia ed ai membri del BRICS, in caso di crisi, distaccare la rete Internet principale ed attivare i propri DNS di backup, per evitare lo strapotere attuale dei gestori USA ed EU. Ma questo sistema potrebbero anche servire a schermare eventuali azioni nell’Internet tradizionale nel caso questi paesi volessero effettuare loro stessi attività tipo spionaggio industriale o altro. Inoltre sarebbe possibile de-anonimizzare parecchio traffico sulla rete Tor (ma anche scovare più facilmente eventuali dissidenti!). E non è detto che non possano anche decidere di rendere tali DNS principali!

Inoltre, aggiungo una possibile ulteriore motivazione ad essere più indipendenti: è capitato recentemente, il 25 agosto 2017, che un problema su una parte della rete interna di Google che utilizza il protocollo BGP ha tagliato fuori il Giappone e, specialmente, sono state colpite due importanti compagnie telefoniche (uno dirà, cos’è, non proprio un battito d’ali di farfalla, ma anche fosse un pestone di un elefante in USA può distruggere una giornata di lavoro in Giappone? Sì, per via della propagazione degli effetti di certi problemi lungo la rete, questo può succedere anche oggi!); e si comprende che oggi moltissimo traffico telefonico passa sulla rete Internet. Per cui in Russia, pur di non perdere neanche un giorno di operatività dell’importante rete di comunicazione che è oggi l’Internet, sono disposti a questo enorme sforzo tecnologico e finanziario.

Ed economicamente?

Non è quindi improbabile che anche gli scambi commerciali seguiranno una via preferenziale tra questi grandi paesi e, come già sta succedendo per vari settori (manifatturiero, alimentare, ecc.) l’Italia ed i paesi EU perderanno ulteriori quote di mercato verso la Russia e verso tutti i paesi del BRICS che si stanno così rendendo sempre più indipendenti ed in caso di crisi, potranno contare su una autarchica ma funzionale struttura alternativa (altro che globalizzazione, libertà di circolazione delle informazioni, ecc.).

Adesso si tolgano pure le sanzioni alla Russia, ma tanto non solo il traffico economico e reale si sarà spostato, ma persino quello telematico non passerà più dalle nostre parti; ed un altro treno sarà perso per sempre!

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