Quando il virus Zika è una scusa per promuovere l’aborto e per fare soldi!

Una scusa per promuovere l’aborto

Alla prova dei fatti: in un paese dell’America centrale, El Salvador, finora, su 13 donne incinta colpite da virus ZIKA, sono stati partoriti 13 bambini sani e quindi senza microcefalia! Tutto il resto è disinformazione (anche in Italia) e, soprattutto, è evidente il tentativo di diffondere l’aborto in tutto il centro e sud America, ben prima che si sia potuto finalmente vedere un primo dato reale e statistico (il dato è stato confermato dal locale Ministero della Salute).
I siti web sudamericani e di lingua latina hanno ampiamente diffuso la notizia da ormai una settimana, ma nessun organo di stampa locale l’ha riportata, ed ecco un esempio:
http://www.laprensa.hn/mundo/926444-410/el-salvador-registra-13-partos-de-madres-con-zika-sin-microcefalia

La prova

Ora, per fare una prova, facciamo la ricerca della notizia delle 13 donne sane su Google in due lingue: italiano e spagnolo, come segue:
Prima cercate: donne incinta zika senza microcefalia
Risultati in prima pagina: 0 !!!
Ora cercate: mujeres embarazadas zika sin microcefalia
Risultato: 2 notizie !!!

Ora aiutiamo Google ed aggiungiamo un 13:
Cerchiamo: 13 donne incinta zika senza microcefalia
Risultati in prima pagina: ancora 0 !!!
Ora cercate: 13 mujeres embarazadas zika sin microcefalia
Risultato: 10 notizie !!!
10 su 10. E badate bene: non è Google che nasconde questi risultati, sono i media italiani che hanno deciso di NON pubblicarli !!!!!

Quanto sopra, alla data dell’11/02/2016, l’ho pubblicato su FB: https://www.facebook.com/lorenzo.boccanera/posts/10208203592558728

La conferma

Dopo alcuni mesi arriva la conferma; in data 09/09/2016 il sito La Nuova bussola Quaotidiana pubblica un articolo che ci fa sapere il vero scopo di tutta questa propaganda: Abortisti smentiti Colpevole non è il virus Zika, ma un pesticida e l’introduzione spiega già tutto:

Solo dopo il tormentone e il panico per la diffusione del virus Zika, alimentati anche dalla macchina mediatica delle olimpiadi brasiliane, si comincia ora a parlare di uno studio controcorrente uscito a fine giugno: su 12 mila donne colombiane contagiate dal virus nessuna ha partorito figli affetti dalla microcefalia. I soli 4 casi di neonati malformati sono stati concepiti da madri non infette ed esterne al campione analizzato.

Nulla da aggiungere: leggendo l’articolo si comprende che dove hanno usato un potente pesticida, ci sono stati casi di bambini malformati mentre, dove non era stato usato il pesticida, nessun caso si è verificato. Semplice e logico.

Di chi è il virus Zika?

Per finire, non dimentichiamo che un virus viene BREVETTATO! Ed andando a vedere la voce ZIKA nel relativo registro internazionale ATCC, si scopre che, come sempre, dietro ci sono i soldi, tanti soldi, così che, con il clic nella sezione History / Name of Depositor, potrete leggere il nome di chi lo ha depositato: la Rockefeller foundation.

Vi serve? Lo potete comparare! Tanto è in vendita!

contenitore_zikaInfatti, come se non bastasse, il virus ve lo vendono pure! Con 425,00 $ ottenete un flacone (circa 380 euro oggi), ma sarebbe un po’ complicato da spedire e gestire ma, con 609,00 $ (circa 545 euro) un bel virus Zika congelato essiccato potrebbe fare al caso vostro! Chi non ha bisogno di un virus zika? Laboratori, terroristi, piccoli stregoni, boh! Fortuna che occorre registrarsi, altrimenti lo avrebbero venduto subito!
Pecunia non olet dicevano i latini, ma Pecunia non infectat, dicono oggi i nuovi businessmen!

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One Reply to “Quando il virus Zika è una scusa per promuovere l’aborto e per fare soldi!”

  1. Pingback: Il ritorno di Zika, il virus che va a Zig-Zag – ing. Lorenzo Boccanera

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