Se non c’è più fede nella ragione, allora sarà pazzia!

Se non c’è più fede nella ragione, allora sarà pazzia!

minacciaSarà possibile trarre una conclusione così drastica solo dall’esito di una partita giocata con una APP per smartphone o tablet? Forse si. Perché se vincere una partita a Ruzzle significa essere minacciati di morte con tutta la famiglia, allora si. Basta ed avanza. E quindi siamo messi malissimo! Non si ragiona più! Un istinto bestiale ha preso il sopravvento su tutto. Ma non mi riferisco all’istinto delle bestie animali, che è quello che permette alla fauna di perpetrarsi ed è l’essenza stessa della natura; no. Questa è un’altra cosa. Si tratta di un istinto satanico. Quello che acceca; che non fa ragionare; che non fa restare umani, ma si scende al livello dell’istigatore dell’odio di questo mondo. Ma ora spieghiamo …

Cos’è Ruzzle

wpid-ruzzle-logo-300x300_zpsce201318.jpgRuzzle è un gioco che apprezzo moltissimo; lo scopo è trovare più parole possibili su una scacchiera con consonanti e vocali, solo per esercitazione o contro un avversario che può essere un amico (e fin qui nessun problema) oppure un AVVERSARIO A CASO. La partita consiste di tre turni da due minuti l’uno e, su un quadrante con 16 lettere, occorre trovare quante più parole possibili componendole seguendo col dito lettera dopo lettera. Si può giocare in 13 differenti lingue (per ognuna delle quali la società che lo ha realizzato ha acquisito i relativi dizionari, lo Zanichelli, per l’italiano). Dato che mi appassiono anche di lingue straniere, sono riuscito a vincere più volte in tutte e 13 le lingue disponibili. Ed ho acquisito una discreta esperienza.

E in questo gioco è inserito un sistema di scambio di  messaggi attivo solo durante la partita in corso e, a partita finita, restando all’interno delle ultime 10 partite giocate. Continuando a giocare, questa possibilità dopo un po’, è esclusa.

La perdita della partita

finale_partita_ruzzlePochi giorni fa ho iniziato una partita con una avversario casuale scelto dal computer del sistema centrale di Ruzzle. I primi due turni sono finiti in parità, ma al terzo, specialmente perché ho trovato molti diminutivi ed accrescitivi di tante parole “pesanti” in termini di punti, ho vinto di oltre 2.000 punti di differenza. A questo punto:

  1. oltre a non aver capito proprio come funziona RUZZLE;
  2. oltre ad avere una opinione così elevata di se stesso, almeno come giocatore, tale da non ritenere possibile che esista altro più bravo di lui se non uno che stia BARANDO. Per cui, non comprendendo o non sapendo che il ranking parte da 1500, ma non finisce intorno ai suoi 2000 punti, ma prosegue molto più su, fino oltre agli 3000; quindi, anche se di poco, con uno un po’ più esperto, normalmente, SI PERDE (ne ho circa 200 di più);
  3. oltre a tantissimo ODIO represso che questo avrà avuto in se (e so che ce ne sono tanti in giro così);

La perdita della ragione

Questo qui non ha provato a ragionare nemmeno per un istante. Non ha confidato in una motivazione logica della propria sconfitta. Non ha avuto fede nel poter osservare e ragionare sui fatti accaduti, in modo tale da permettere la comprensione del mondo che ci circonda. NO! Né, tanto meno, c’è stato un qualche minimo dubbio; nel giro di pochi secondi ha sferrato il messaggio sopra riportato. Il prossimo NON esiste: esisto solo IO. Non si ha fede nella possibilità di ragionare (ne dialetticamente, né tanto meno sportivamente) con l’avversario, chiedendo conto del motivo del risultato eclatante. Niente.

L’inutilità del reclamo di giustizia

Mi sono informato per una eventuale denuncia; ho avuto conferma che esiste la configurazione della fattispecie di reato di minaccia. Ma sperare di riuscire a vedere completare un’azione penale sarebbe praticamente impossibile:

  1. La minaccia è stata perpetrata in Italia
  2. Il server, tramite il quale è stata inviata la minaccia è in scandinavia
  3. Il minacciato è stato raggiunto in Italia
  4. La denuncia va presentata alla Polizia Postale
  5. La Polizia Postale ravvisa la notizia di reato e trasmette alla competente Procura della Repubblica
  6. La Procura della Repubblica apre un fascicolo contro ignoti
  7. La Procura della Repubblica chiede una rogatoria internazionale alla corrispondente autorità nella nazione scandinava per avere i LOG degli dagli IP di connessione.
  8. Se l’autorità straniera lo ritiene, dato che rispondere ad una rogatoria internazionale non costituisce obbligo alcuno per le magistrature straniere, chiede i LOG a Ruzzle.
  9. Se Ruzzle risponde che i LOG sono ancora disponibili e li trasmette al magistrato scandinavo, questi risponde al magistrato italiano inviando i LOG.
  10. Il magistrato italiano con i LOG dei tracciati scandinavi, deve individuare il gestore di connettività dati usato dal minacciante, quindi:
    1. Nomina un tecnico di parte per sapere, a partire dagli IP di connessione, da che nazione proveniva il mittente del messaggio.
    2. Oppure si rivolge alla Polizia Postale, sempre per sapere, dagli IP di connessione, da che nazione proveniva il mittente del messaggio.
    3. Individuata la nazione di provenienza, se si tratta dell’Italia:
    4. chiede al gestore di connettività italiano di fornire l’identità del titolare del dispositivo che si è connesso secondo i LOG dei tracciati
    5. se non si tratta di un gestore Italiano, TORNA AL PUNTO 7 e con una nuova rogatoria internazionale, chiede alla magistratura dei quel paese di acquisire l’identità del titolare del dispositivo da cui è partita la minaccia.
    6. se il gestore di connettività straniero risponde con i dati del titolare del dispositivo, la Procura della Repubblica italiana riceve i dati e
  11. TORNA AL PUNTO 7 e richiede una nuova rogatoria internazionale alla magistratura dei quel paese per avere la documentazione per trasformare la denuncia contro ignoti in una denuncia internazionale.
  12. Se identità del titolare del dispositivo è italiano, trasformare la denuncia contro ignoti in denuncia contro il titolare del dispositivo.
  13. Qui iniziano le indagini per appurare se il titolare del dispositivo è stato effettivamente l’autore della minaccia oppure il dispositivo era nella disponibilità di qualcun altro …
  14. Le parti ascolteranno le persone informate dei fatti che man mano saranno individuati …
  15. Gli avvocati lucreranno sul protrarsi della causa …
  16. I magistrati procederanno mese dopo mese nel loro lavoro …
  17. Il denunciante, prima piano piano, poi lentamente, poi più rapidamente, si convincerà dell’impossibilità di non poter venire a capo della questione…
  18. Si ricrederà dell’utilità del perseguire la giustizia … che pure gli era dovuta …
  19. Si demoralizzerà …
  20. Si affliggerà …
  21. Si ammalerà …
  22. Vorrà smettere e rinunciare …
  23. Ma la legge deve seguire il suo corso obbligatorio …
  24. E sapendo che non c’è più via d’uscita …
  25. … uscirà di senno!

Così si compirà quello che è già quotidianamente accade sotto i nostri occhi, :

La pazzia di chi è insano si sarà riversata sui sani, causandone, a sua volta, la pazzia!

L’unica via d’uscita rimane sempre quella: non mettersi su un piano inclinato, perché scende sempre lentamente, piano piano, ma poi la pendenza aumenta sempre più e quando ci si accorge che si è quasi sul baratro, non si avrà la forza di tornare indietro. Per cui …

In conclusione

Non possiamo più nemmeno reclamare giustizia. Dimentichiamo. Perdoniamo, se possiamo.

E spegniamo quei cellulari!

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