Senza GPS, Google ti localizza lo stesso

“Ok, disattivo la posizione GPS, così risparmio batteria; e in più Google non mi localizza.”

Lo avrete pensato, ma Google ti becca lo stesso! Infatti, dall’inizio di questo 2017, si è scoperto che la posizione di un telefonino Android viene rilevata ed inviata a Google anche se il servizio di posizione GPS è spento!

Certo, abbiamo molti motivi per poter conoscere la posizione di un dispositivo: seguire un familiare o direttamente localizzare un figlio; rintracciare un dispositivo rubato (o anche solo smarrito); sfruttare servizi di posizione o applicazioni anche si attivano al raggiungimento di una determinata località (così funziona, infatti, Google Keep le cui note si possono far attivare quando il telefono raggiunge un certo indirizzo, lanciando così una notifica); ma qui ipotizziamo di voler avere il controllo completo del telefono e della privacy, che invece sembra ci stia sfuggendo.

Che questo avvenga è dichiarato nel documento sulla privacy di Google alla sezione “Dati di posizione”:

Quando un utente utilizza servizi Google, potremmo raccogliere ed elaborare informazioni sulla sua posizione. Utilizziamo varie tecnologie per stabilire la posizione, inclusi indirizzo IP, GPS e altri sensori che potrebbero, ad esempio, fornire a Google informazioni sui dispositivi, sui punti di accesso Wi-Fi e sui ripetitori di segnale dei cellulari nelle vicinanze.

Quindi, nero su bianco!

Come viene rilevata la posizione di un dispositivo?

Il rilevamento della posizione di uno smartphone avviene almeno in tre modi:

  1. tramite antenna di posizione GPS (che sarebbe la maniera tradizionale)
  2. tramite triangolazione della posizione delle antenne GSM della connessione dati alle celle dell’operatore telefonico della SIM del telefono.
  3. tramite la posizione delle antenne WiFi sparse sul territorio e negli edifici in cui transitiamo e ci connettiamo (più o meno consapevolmente);
  4. tramite connessioni varie ed eventuali (ad esempio sensori NFC, router WiFi degli operatori, ecc.);

1 – La posizione di un dispositivo tramite GPS

C’è una rete di una satelliti GPS in orbita a circa 20 Km sopra le nostre teste (31 attivi su 37) che trasmettono costantemente le loro informazioni sulla Terra.

Qui, ogni dispositivo dotato di antenna GPS, con il segnale di almeno tre di essi, può ottenere la posizione (e fare la visualizzazione su una mappa di un navigatore o di un dispositivo mobile , ecc.).

Quindi, se non volevamo far avere la nostra posizione a Google (e alle altre Applicazioni alle quali avevamo dato il consenso ad accedere alla nostra posizione) potevamo disattivare il servizio di posizione GPS sullo smartphone ed il gioco era fatto. Ma se una volta fatto questo, pensavamo che tutto fosse disattivato, una inchiesta del notiziario digitale Quartz ha rivelato due nuovi modi con cui Google ottiene, tramite il sistema Android, la posizione del dispositivo anche a GPS spento: uno via rete cellulare GSM ed un altro via connessione WiFi.

2 – La posizione tramite le antenne GSM circostanti

Non tutti sanno che il sistema GSM si chiama cellulare proprio perché il territorio coperto dal sistema telefonico mobile GSM è stato suddiviso in celle, teoricamente esagonali, tutte adiacenti, ognuna delle quali è servita da un’antenna GSM.

E proprio per costruzione, in un telefono GSM, allo scopo di mantenere la connessione durante una telefonata (ed oggi anche durante una connessione dati) non è nota solo l’informazione della cella in cui si trova agganciato ma anche delle sei celle adiacenti, in quanto il telefono, essendo appunto MOBILE, deve essere sempre pronto ad abbandonare la cella in cui si trova per spostarsi in un’altra.

Sono le informazioni identificative (ID) della cella centrale e delle 6 celle adiacenti ad essere trasmesse a Google (anche ne basterebbero tre, appunto per fare una triangolazione, si vede che han deciso fosse meglio abbondare). A questo punto, Google ha a disposizione la posizione geografica delle torri GSM (non so come faccia ad averle) e con i relativi ID le abbina e la triangolazione è fatta. E qui non è molto influente il fatto che al telefono sia assegnato un indirizzo IP per la navigazione dati, in quanto questi sono abbastanza sparsi sull’interno territorio nazionale, anche se il dato è invece sicuramente registrato, a norma di legge, dal nostro Operatore telefonico.

3 – La posizione tramite reti WiFi

Anche se è noto che la rete WiFi non è altro che la parte terminale della vasta rete Internet, è meno risaputo che ogni punto intermedio di smistamento del traffico della rete Internet è gestito da un ROUTER (ce ne sono tantissimi: erano circa mezzo milione già a metà 2014); e tutti questi dispositivi sono sempre dotati dell’informazione della posizione; per cui, una volta agganciati alla WiFi della linea ADSL o Fibra dell’edificio a cui siamo connessi, o della postazione WiFi pubblica o delle reti WiFi private disponibili come servizio di hotspot per i clienti degli operatori (come offrono Vodafone, Tiscali, Fastweb, ecc.) anche l’informazione della nostra posizione può esser rilevata e ben approssimata.

Ed è sempre possibile fare la triangolazione anche delle reti WiFi dove, oltre a quella a cui siamo agganciati, è sempre possibile analizzare quelle a cui eravamo connessi poco prima (e la relativa posizione).

Infine ricordiamoci del grande database di Google

Infatti, una volta che abbiamo visitato una certa località, un edifico, un locale, ecc. Google la memorizza insieme alla data ed ora di inizio e fine della permanenza, facendola precedere e seguire dalla modalità di spostamento utilizzata (tramite la stima della velocità, se a piedi, in bici, in auto o con mezzi pubblici) e quindi potrà confrontare se, giorni o mesi dopo, torniamo da quelle parti, nel grande database di cui dispone, per cui ci proporrà il suo amichevole:

Eri qui?


Nota 1 – Ad esempio: Tiscali Social WiFi NetworkFastweb Wow-FiVodafone FON Wi-Fi Community – L’elenco non è completo e non so se tutti i clienti sono apertamente a conoscenza che la loro WiFi sia condivisa (ad es. con Fastweb all’inizio il servizio era stato attivato di default e dovevano andare nella loro myFastPage per disattivarlo)!

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