Le insidie tecnologiche dei Social Network alla coscienza e alla libertà dell’uomo

Noi pubblichiamo i nostri contributi su Facebook (e su tutti gli altri social network tramite i quali interagiamo con i nostri “amici”) per tessere la nostra rete di relazioni sociali e, se lo decidiamo, ne consentiamo l’accesso pubblicamente a tutti gli utenti di queste reti oppure ne limitiamo la visibilità alla cerchia degli amici (o a quella molto più vasta degli amici degli amici); ma per via del consenso dato al momento dell’iscrizione condividiamo con i gestori del social network anche quello che non sappiamo di sapere e non sappiamo di condividere, ma che si può dedurre dall’insieme delle informazioni, anche non strutturate, reperibili durante la nostra navigazione; gli informatici chiamano questo “Data Mining”. Noi impieghiamo il nostro tempo (e spesso anche denaro) per completare il nostro contributo ma i gestori dei social network hanno una enorme potenza di calcolo per acquisire altri dati che difficilmente avremmo pensato di fornire o che non possiamo conoscere, nel nostro piccolo, ma il cui insieme è visibile “ai piani alti” del network. Continue reading “Le insidie tecnologiche dei Social Network alla coscienza e alla libertà dell’uomo”

Un libro Contro Corrente per capire le insidie alla libertà

Con piacere, nel giorno del mio compleanno, annuncio il primo libro dove sono presente come co-autore, insieme ad altri 7 amici, ognuno con un apporto nel proprio campo di competenza e tutti animati dallo spirito di libertà, come dal titolo, contro la gabbia del pensiero unico e del politicamente corretto.

Contro Corrente: Saggi contro la deriva antropologica Vol. 5. Libertà

Contro Corrente: Saggi contro la deriva antropologica. Vol. 5

Il libro, uscito il 3 novembre 2017, per l’Editore Croce-Via, fa parte di una collana composta dai lavori di diversi autori ed il mio contributo è relativo alle insidie della rete e dei social network.

Se ne siete interessati, è possibile acquistarlo sia cartaceo (a 9,90 euro), sia in formato elettronico eBook (a 3,40 euro) e, dato che il mio contributo (come quello di tutti gli autori) è stato e sarà gratuito, tutti i ricavi saranno devoluti in beneficenza.

  • Link alla versione cartacea (134 pagine, in promozione a euro 9.99: si può ordinare su Amazon o senza spese di spedizione in uno degli oltre 8.500 punti vendita affiliati Amazon – informazioni sul sito)
  • Link alla versione e-Book (134 pagine, euro 3,40)

L’esistenza di Dio e la libertà di affermarlo

Qui non discuterò di una mia certezza: l’esistenza di Dio, ma di una opinione di un’insegnante di una scuola media in USA che ritiene che l’esistenza di Dio sia “un mito” e, soprattutto, del fatto che l’ha voluta imporre ai suoi studenti, pena il rischio di un’insufficienza; e questo in barba ad ogni principio di libertà religiosa e di opinione! E nel farlo ha imposto, paradossalmente, una sua verità che da sola già contrastava il suo operato: che gli USA siano il paese più libero al mondo è un FATTO. Che c’entra questo, direte voi? C’entra, eccome! Perché in questo video tutti hanno potuto vedere la coraggiosissima Jordan Wooley che in 2a media affronta la commissione per rispondere del proprio diritto a non essere forzata sul proprio credo religioso. Ma nessun giornalista mi pare sia andato oltre ad approfondire ed abbia recuperato il foglio dell’esercitazione (che è stato pubblicato on-line) e su cui ci sono 9 affermazioni che gli studenti dovevano classificare, dando una tra le tre possibili risposte: FATTO (factual claim), MITO (commonplace assertion = luogo comune) o OPINIONE (Opinion).
Appunto la seconda era quella che ha fatto scattare la questione: C’è Dio (There is a God). Tra le tre risposte: FATTO, OPINIONE e MITO, per passare con pieno successo l’esercitazione, secondo la docente, la studentessa avrebbe dovuto scegliere MITO, confermando quindi che l’esistenza di DIO fosse un mito e non un fatto come la giovane Jordan riteneva, anche dopo essersi consultata via messaggi, con la madre. Ma a me ha colpito la TERZA affermazione: L’America è il paese più libero del mondo (America is the most free country on earth). Ora delle due l’una: o Dio esiste secondo il libero credo di ognuno e uno deve essere libero di crederlo, o l’America è il paese più libero del mondo, e allora in terra USA non si può subito dopo imporre che NON SI È LIBERI DEL PROPRIO CREDO RELIGIOSO!
Come infatti potete notare nella foto, chi ha pubblicato l’esercitazione ha anche pubblicato le risposte corrette e, vicino alla frase due c’è la O = Opionion / Myth = Mito , mentre vicino alla 3 c’è la F = Fact = Fatto. Alla faccia della libertà!

Link alla notizia in italia: http://www.ilgiornale.it/news/cronache/richiesta-choc-professoressa-rinnega-dio-o-ti-boccio-1188228.html

Link al sito ABC News per il testo dell’esercitazione e con le foto dello scambio di messaggi di Jordan con la mamma: http://abcnews.go.com/US/teacher-tells-7th-grade-student-god-exist-students/story?id=34794931

Link al video (con oltre 90.000 visualizzazioni): https://youtu.be/ylDl6iEAkjY

P.S.
Dato che poi, c’è qualcuno che non gradisce che si parli di libertà nella scuola, e specialmente del ruolo dei genitori, avrete già capito che la speranza per il futuro degli USA è in questa giovane Jordan che, a 12 anni, ha già ampiamente dimostrato di aver superato uno degli esami più importanti della sua vita: pensare con la propria testa, ma senza dimenticarsi dell’aiuto fornito proprio dai genitori!

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