il GDPR, il barbiere e il mio DNA

Se ogni informazione che consente la mia identificazione è un mio dato personale, lo è anche e soprattutto il DNA che lascio ogni volta dal mio barbiere; sia che mi faccia la barba, sia che mi tagli i capelli, questo ancor di più dovrebbe riguardare gli ambiti del GDPR (General Data Protection Ruling o Regolamento Europeo sulla Protezione dei Dati personali) che dal prossimo 25 maggio 2018 sarà legge.

Dalle Definizioni introdotte, all’Art. 4 – punto 13: si legge:

«dati genetici»: i dati personali relativi alle caratteristiche genetiche ereditarie o acquisite di una persona fisica che forniscono informazioni univoche sulla fisiologia o sulla salute di detta persona fisica, e che risultano in particolare dall’analisi di un campione biologico della persona fisica in questione;

Ora, poiché all’Art. 9: – punto 1 – si legge:

1. È vietato trattare dati personali che rivelino l’origine razziale o etnica, le opinioni politiche, le convinzioni religiose o filosofiche, o l’appartenenza sindacale, nonché trattare dati genetici, dati biometrici intesi a identificare in modo univoco una persona fisica, dati relativi alla salute o alla vita sessuale o all’orientamento sessuale della persona.

Certo, poi, al punto 2 del medesimo articolo si legge:

2. Il paragrafo 1 non si applica se si verifica uno dei seguenti casi: a) l’interessato ha prestato il proprio consenso esplicito al trattamento di tali dati personali per una o più finalità specifiche, …

Dove la finalità è, ovviamente, il taglio dei capelli (e del DNA in essi compreso)!

Cosa succede, in effetti? Che dai miei capelli è sicuramente possibile risalire ad informazioni sensibilissime che mi riguardano. Eppure se lascio delle gocce del mio sangue all’ospedale scatta automaticamente un finimondo formale: autorizzazioni al trattamento dei dati personali, dei dati sensibili e, se avessi in corso esami particolari, dei dati ultra-sensibili. Il personale del laboratorio analisi deve lavorare su campioni anonimizzati, i risultati devono essere accessibili solo a chi deve strettamente elaborarli, procedure per identificarmi al momento del ritiro del referto, ecc…

Capelli e DNA (mio e di altri) dal barbiere

E dal barbiere? Sono sicuro che i miei capelli verranno tutti spazzolati e cestinati, nessuno escluso? Sarà forse obbligatorio un aspirapolvere con sacchetti NON apribili e NON ispezionabili? E cosa faranno gli addetti del Centro di Raccolta dei rifiuti se si applicasse il temuto CHIP al sacco della raccolta dei rifiuti? Potranno sapere chi ha avuto in possesso, anche se solo per alcune ore o giorni, il DNA di decine di persone? E non dovranno anche lì prendere le opportune precauzioni per non diffondere informazioni preziosissime?

Così come per i barbieri, sarà lo stesso per tutte le parrucchiere e tutte le operatrici dei centri di estetica (che avranno a disposizione il DNA di unghie, ciglia, ecc…).

Ora la questione è: anche se il mio barbiere NON ha lo strumento per il “sequenziamento” del mio DNA, ha però tutti i miei capelli e quindi il mio DNA lo ha; non è stato ancora letto, ma lo ha tutto! Ed è quello che permette di identificarmi inequivocabilmente. E spero che lui, i netturbini, ecc. ne facciano buon uso, cioè che lo smaltiscano! E speriamo che nessuno vada a depositare un mio capello in qualche scena del crimine!

2 thoughts on “il GDPR, il barbiere e il mio DNA

  1. Per quanto riguarda i capelli (come puoi facilmente immaginare) ho risolto il problema: non vado dal barbiere da almeno 20 anni.
    E fin qui è abbastanza semplice, ma la cosa appare un po’ più ostica.
    Se io guardo una persona che incrocio per strada e vedo che ha la pelle nera o gli occhi a mandorla, capisco (magari con un po’ di approssimazione) quale sia la sua origine razziale o etnica. Quindi acquisisco un dato che certamente non permette di identificare quella persona ma che comunque rientra nei dati personali sensibili.
    Se però “È vietato trattare dati personali che rivelino l’origine razziale o etnica” il problema diventa difficile da risolvere. Dobbiamo camminare tutti con gli occhi bassi senza guardarci intorno?

  2. Dopo aver letto quello che ha scritto Lorenzo, mi domando se i parrucchieri devono chiedere l’autorizzazione ai clienti per poter cestinare i loro capelli?

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